17 anni. Burkina Faso
 

Intervistatore: Come ti chiami?
Alassane: Mi chiamo Alegani Alassane
I: Quanti anni hai?
A: Ho 17 anni.
I: Da quale paese  vieni?
A: Vengo dal Burkina Faso.
I: Da quanto tempo sei in Italia?
A: Sono in Italia da 16 mesi.
I: Chi ha scelto il tuo nome?
A: Mio padre.
I: Perché?
A: Perché gli piace molto.
I: Ha un significato particolare?
A: Sì.  Parla di un uomo che non pregava e un giorno ha sognato
che satana lo ha bruciato perché lui non pregava.
I: Ti piace il tuo nome?
A: Si, mi piace molto.
I: C’è qualcuno che ti chiama in modo diverso?
A: Sì; Hassan…
I: Ti piace che ti chiamino in modo diverso?
A: Certo che mi piace.
I: Gli italiani pronunciano bene il tuo nome?
A: No, perché loro non sanno il significato.
I: Ti da fastidio se sbagliano il tuo nome?
A: No.
I: Li correggi?
A: Certo che sì.
I: C’è un nome italiano che ti piace?
A: Sì, Giuseppe. Alessandro.
I: C’è qualcuno che conosci?
A: No.
I: Quali nomi darai ai tuoi figli?
A: Il mio nome.

Scuola
I: Sei andato a scuola nel tuo Paese?
A: Certo che sì.
I: Fino a che età?
A: Alla terza media.
I: Quante persone eravate in classe?
A: 120.
I: In una classe sola?
A: Si.
I: E quando hai smesso di andare a scuola che cosa hai fatto a 14 anni?
A: Niente, ero in giro.
I: Ti ricordi qualche cosa della tua scuola?
A: Soprattutto i miei amici con i quali giocavo al pallone al sabato, quando non c’era scuola;
giocavamo al calcio e ci divertivamo molto..
I: Racconta una esperienza bella
A: Quando siamo andati in gita scolastica per fare una gara di quiz.
I: Una cosa brutta.
A: Quando il prof ti picchia. Ti picchiavano forte con le bacchette dei motori.
I: Dove ti picchiavano?
A: Dappertutto.
I: E tu sei stato mai picchiato?
A: Certo che sì.
I: Perché ti picchiavano?
A: Perché non riuscivo a recitare bene la mia lezione; a ogni sbaglio mi picchiavano.
I: Cosa provavi quando ti picchiavano?
A: Niente. Credo che è bene picchiare perché così sai che devi imparare di più.
I: Dimmi 3 regole della scuola
A: Non rubare. Devi imparare.
I: Cosa succedeva se non venivano rispettate le regole?
A: Ti picchiavano o il direttore dice ti mando via..
I: Prova a pensare alla scuola qui in Italia. Vai scuola? Dove?
A: Si, a Maggianico
I: Quante persone sono in classe?
A: Sono tante.
I: Ti ricordi il tuo primo giorno di scuola?
A: Avevo paura per essere tra persone che non conoscevo, ma dopo qualche settimana la paura se ne è andata.
I:
La cosa più bella che ti piace della scuola in Italia?

A: Qui si impara e non si picchia.
I: Invece la cosa più brutta che non ti piace?
A: Quando non riesci a fare perché non hai imparato.
I: 3 regole della scuola in Italia.
A: Non devi disturbare il prof. Devi imparare. Devi rispettare gli orari.
I: Cosa succede se le regole non vengono rispettate?
A: Ti mandano dal direttore; non so cosa faccia perché non l’ho mai provato.
I: Se tu avessi un figlio lo manderesti a scuola in Italia o nel tuo paese?
A: In Italia, perché qui possono imparare bene e non picchiano.

Famiglia
I: Quanti siete in famiglia?
A: Siamo in 7.
I: Dove vivete, tutti in Italia?
A: Siamo 5 che vivono in Italia, i miei due fratelli, mio padre e il mio zio. In Burkina
le mie sorelle e il mio piccolo fratello.
I: Le persone della tua famiglia vivono tutte in Italia?
A: Mio papà è morto quando avevo dieci anni, mia mamma è in Burkina Faso
con mia sorella e mio fratello.
I: Quando eri piccolo con chi vivevi?
A: Con mia madre e i miei fratelli; mio padre era in Italia.
I: Vivevate in città o in villaggio?
A: In città.
I: Come era la tua casa in Burkina?
A: Era bella, una struttura in proprietà. Era grande di 120 metri quadrati con 9 stanze.
I: Mi dici tre cose importanti che ti ha insegnato la tua famiglia?
A: Il senso della vita. Rispettare le persone.
I: Chi è la persona più importante per te nella tua famiglia?
A: Mia madre.
I: Ti manca tua mamma?
A: Certo che sì.
I: Come fate a sentirvi?
A: Ci telefoniamo.
I: Cosa ti manca di più del tuo paese?
A: Mi manca tutto; i miei amici sono lì e non posso vederli. Anche i miei fratelli..
I: Qual è il ricordo più bello della tua famiglia?
A: Quando andiamo ad una festa e ci sono altre famiglie e ci raccontiamo tutto. .
I: Se potessi portare in Italia tre cose o persone che sono in Burkina chi porteresti?
A: I miei fratelli.
I: Qualcos’altro?
A: I miei fratelli.

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