24 anni. Burkina Faso
 

Intervistatore: Come ti chiami?
Awa: Awa Ibri.
I: Quanti anni hai?
A: ...24.
I: Da dove vieni?
A: Burkina Faso.
I: Da quanto tempo sei in Italia?
A: Un anno a giugno.
I: Chi ha scelto il tuo nome?
A: Mio papà.
I: Cosa significa?
A: Non lo so.
I: Ti piace il tuo nome?
A: Si, mi piace molto.
I: C’è qualcuno che ti chiama in modo diverso?
A: Sì; c’è il mio ragazzo che mi chiama Stella…e basta.
I: Gli italiani pronunciano bene il tuo nome?
A: Si, si bene.
I: C’è qualche nome italiano che ti piace?
A: Sì, quello con cui mi chiama il mio ragazzo, Stella; poi Lucia
I: Quali nomi darai ai tuoi figli?
A: Non lo so.
I: Ma dei nomi italiani o del tuo paese?
A: (dopo una pausa)… sì, nome del mio paese.

Scuola
I: Sei andata a scuola nel tuo Paese?
A: Non abbastanza. Ho fatto tre anni, poi sono andata a fare parrucchiera e basta. 
I: Ti ricordi qualche cosa della tua scuola?
A: Non ho molti ricordi; l’ho iniziata a 7 anni e finita a 9.
I: Racconta una esperienza bella.
A: Il gioco con la corda, a saltare.
I: Una cosa brutta.
A: Quando il professore mi ha rimproverato… non ricordo molto; mi è venuta la  paura di andare a scuola, così.
I: Dimmi 3 regole della scuola.
A: Non mi ricordo bene, non mi ricordo... fare bene i compiti e basta.
I: Cosa succedeva se non venivano rispettate le regole?
A: Ti picchiavano.
I: Con che cosa?
A: Non lo so, in francese si chiama chicotte
I: Dove ti picchiavano?
A: Qua… sulla schiena.
I: Tu sei mai stata picchiata?
A: Si.
I: Cosa pensi di queste punizioni?
A: Non va bene. Secondo me non va bene perché non bisogna picchiare i bambini.
I: Prova a pensare alla scuola qui in Italia. Vai scuola? Dove?
A: Si, a Maggianico
I: Quante persone sono in classe?
A: Sono tante.
I: Ti ricordi il tuo primo giorno di scuola?
A: Ero contenta perché volevo andare a scuola,
I: La cosa più bella che ti piace della scuola in Italia?
A: Imparare la lingua italiana mi piace molto.
I: Invece la cosa più brutta che non ti piace?
A: La matematica (ride).
I: 3 regole della scuola in Italia
A: Sì, bisogna arrivare puntuali. Rispettare i professori. E’ tutto.
I: Cosa succede se le regole non vengono rispettate?
A: Il professore scrive che non ti sei comportata bene.
I: Se tu avessi dei figli li manderesti a scuola in Italia o nel tuo Paese?
A: In Italia, perché io sono in Italia.

Famiglia
I: Quanti siete in famiglia?
A: Io, mio papà, la mamma e due fratelli (una sorella e un fratello).
I: Le persone della tua famiglia vivono tutte in Italia?
A: Mio papà è morto quando avevo dieci anni, mia mamma è in Burkina Faso con mia sorella e mio fratello.
I: Tu con chi vivi qua?
A: Con mia zia. La mia zia.
I: Quando eri piccola con chi vivevi?
A: Con la mamma. La mia mamma, i miei nonni, anche gli zii.
I: Chi è la persona più importante per te?
A: La persona più importante è la mia mamma.
I: Mi dici tre cose importanti che ti ha insegnato tua mamma?
A: Mi ha insegnato a rispettare gli altri; mi ha insegnato come si fa la cucina e tante, tante cose. 
I: Qual è il ricordo bello della tua famiglia?
A: Quando eravamo in Costa d’Avorio tutti, con tutta la famiglia: io, la mamma, i nonni, gli zii. Era bellissimo. Non lo so perché era così bello ma era così.
I: C’è stato un momento difficile?
A: Quando è morto mio nonno in Burkina Faso. Mio nonno era tutto per noi. E’ stato molto difficile per noi.
I: Se potessi portare in Italia tre cose o persone che sono in Burkina chi porteresti?
A: Mamma, sorella e mio fratello.

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