Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
Mattia: Mattia Bonacina, ho 18 anni e vengo da Galbiate (Lc).
I: Descrivi una persona diversa da te.
M: Diverso da me è che è poco altruista in quei casi di necessità, chi fa cattiverie ingiustamente e chi crede di essere il padrone del mondo.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
M: Non ho mai assistito a scene che dessero fastidio perché non esco molto o almeno non con molta gente, ma magari in film o in documentari quando sento che gente senza motivo fa qualcosa che sia grave o meno che abbia ripercussioni negative sugli altri, beh quello mi da fastidio.
I: Lecco è una città sicura?
M: Come in tutte le altre città del mondo, in alcune più di altre, nel momento in cui si sta attenti e si rispettano gli altri, si è sicurissima. Non allo stesso modo se si fa qualcosa che può compromettere la nostra sicurezza, no Lecco come nessun’altra città è più sicura. Logico che poi gli incidenti capitano e che alcune cose sono inevitabili ma finche possiamo evitare evitiamo.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
M: Mi spaventa il fatto che non ci sono certezze e che più di prima non so cosa potrà succedere se… il problema è che ormai alcune scelte sono obbligatorie, volente o nolente.
I: Quali sono invece le tue certezze?
M: Le mie certezze sono il presente e il passato.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
M: Si e la paura più grande era perdermi perché non conoscevo il posto.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
M: Non seguo molto i telegiornali o i quotidiani, ultimamente causa studio.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
Jaraspong: Jaraspong, detto Jo, tailandese, timido e riservato ma anche scherzoso, molto attaccato alla madre, obbediente.
I: Descrivi una persona diversa da te
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
J: Sul treno mentre tornavo da scuola, ero seduto in un gruppo di compagni di classe/scuola e hanno cominciato a parlare di politica, criticando quel partito, quella decisione. Quando ho cercato di esprimere la mia opinione facendo osservazioni che prendevano in considerazione altri fattori, mi hanno subito zittito, giudicandomi di chissà quale ‘altra sponda’ affermando che avevano ragione loro e ripetendo frasi a pappagallo sentite dai genitori, tg, manifestazioni.
I: Lecco è una città sicura?
J: Per gli ambienti che frequento io si, ma probabilmente la mia famiglia mi protegge dai pericoli
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
J: Ho paura di abituarmi, di uniformarmi a pensieri o tradizioni che il tempo inevitabilmente fa cambiare, ha paura di credere in valori che potranno essere contraddetti e fissarmi in quelli. Ho paura di giudicare prima di sapere, ho paura di essere giudicato per come appaio (modi di fare, aspetto, linguaggio, azioni) senza che mi sia data la possibilità di spiegare.
I: Quali sono invece le tue certezze?
J: Ho la certezza di poter contare su di me, sulle mie capacità, ho la certezza che cercherò di superare i miei limiti e gli ostacoli col cammino.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
J: Ho fatto l’esperienza di intercultura per un anno e la cosa che mi spaventava inizialmente era non sapere cosa fare, di chi fidarmi, come comportarmi, come gli altri potevano interpretare ciò che dicevo a parole o a gesti. Dopo capivo di più la lingua, osservando gli altri capivo come comportarmi e ho imparato a fidarmi di me stesso.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
J: In generale mi colpiscono le notizie di violenza domestica perché nonostante non abbia sempre un buon rapporto con i miei so di poter contare sul loro appoggio e consiglio per quanto riguarda futuro e problemi. Non saprei come possano fare quelli che non possono contare su questa fiducia reciproca.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
Agnese: Agnese, ho 19 anni e vengo da Milano
I: Descrivi una persona diversa da te.
A: Agnese è alta, magra, bionda, va al liceo classico è estroversa.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
A: Ero in metropolitana e stavo tornando a casa. C’era un signore senza gamba che ‘camminava’ sorreggendosi sulle braccia. Chiedeva l’elemosina e intanto urlava, imprecava, bestemmiava. Mi sono sentita molto a disagio che ho dovuto alzarmi e scendere anche se non era la mia fermata. Può sembrare codardo e mi sono sentita un po’ così ma in quel momento non sono riuscita a sopportare quella sofferenza e quel dolore che come un eco rimbombavano dentro di me. Il ‘disagio’ è stato più forte di accettare la sua condizione di vita.
I: Lecco è una città sicura?
A: Vengo a Lecco solo perché c’è la mia scuola, da quello che vedo sembra abbastanza sicura.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
A: Del futuro mi spaventa il fatto che sia futuro e che non lo conosco. Potrebbe accadermi di tutto sia cose belle che brutte. La cosa che mi rende insicura è che è difficile trovare un lavoro e il fatto di non essere rispettata.
I: Quali sono invece le tue certezze?
A: La mia certezza è che ho tante persone a cui voglio bene e che mi vogliono bene, pronte ad aiutarmi.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
A: Mi è capitato di andare all’estero due volte, tre settimane per ogni soggiorno. La difficoltà è stata la non comunicazione. L’impossibilità di comunicare è stata una sofferenza. Questa sofferenza pian piano è scomparsa ma l’ho sentita molto forte e solo grazie all’aiuto delle persone del posto, che hanno compreso la mia difficoltà, sono riuscita a migliorare.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
A: La violenza degli ex sulle loro vecchie mogli, compagne, fidanzate. Trovo scioccante la mentalità di concepire una persone proprietà di qualcuno.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
A: Alice 18 anni Merate (Lc).
I: Descrivi una persona diversa da te.
A: Una persona senza tetto che vive in strada, che non ha le mie possibilità e non può fare le mie stesse scelte.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
A: Prima superiore in una scuola europea, in Germania. Gli italiani della mia classe si conoscevano dall’asilo e parlavano bene almeno due lingue tra cui il tedesco. Facevano apposta a parlar male delle persone inclusa me, in tedesco, così non potevo capire. Mi insultavano anche. Mi ha dato fastidio perché sfruttavano questo dono di saper più lingue per far del male “psicologico” piuttosto che aiutare e conoscere gli altri arricchendo anche se stessi.
I: Lecco è una città sicura?
A: Per me si non ho mai avuto problemi.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
A: Pensando al futuro mi spaventa il fatto di sentirmi poco autonoma, di non riuscire a cavarmela, di rimanere senza soldi e quindi senza cibo e senza tetto, ma anche di rimanere da sola. Mi rende insicura il fatto che vorrei riuscire a fare da sola determinate scelte pensando di poter sbagliare, di stare a sognare un futuro più grande delle mie capacità.
I: Quali sono invece le tue certezze?
A: Sono certa che se ho un obiettivo e faccio di tutto per raggiungerlo, ma soprattutto se ho qualcuno che mi sostiene, posso riuscire a fare quello che vorrei.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
A: Di sicuro mi ha spaventato la diversità della lingua, la difficoltà nel comunicare. In qualche modo alla fine ci si riusciva a capire, ma la difficoltà/ paura nel comunicare non mi è sparita.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
A: Padre mussulmano che uccide la figlia in strada perché esce con un occidentale. Non pensavo che un padre potesse arrivare ad uccidere la propria figlia per un motivo del genere.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
I: Descrivi una persona diversa da te.
Studente: Una persona che si fa problemi per nulla e non crede abbastanza in se stessa, per cui da più importanza ai valori degli altri e non ai suoi, sopravvaluta il mondo in cui vive e cerca risposte altrove, non in se, si sottovaluta.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
S: Niente di particolare.
I: Lecco è una città sicura?
S: No, finche ci vivranno persone nessuna città è veramente sicura.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
S: Ho paura come gli altri possano fraintendere quello che faccio, o io quello che potrebbe fare qualcuno e ricevere una reazione indesiderata.
I: Quali sono invece le tue certezze?
S: Quella di esistere.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
S: Il fatto che a certe persone, o partito politico dia fastidio l’immigrazione di altri esseri umani nel “proprio” paese. Non credo che possa andare diversamente se gli immigrati fossimo noi.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
Elisa: Elisa, 20, Lecco.
I: Descrivi una persona diversa da te.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio.
I: Perché ti ha dato fastidio?
I: Lecco è una città sicura?
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
I: Quali sono invece le tue certezze?
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
E: Ho vissuto in Danimarca per un anno e prima di partire non sapevo nemmeno dove si trovasse questo piccolo paese sulla cartina geografica. Cosa mi ha spaventato? Il fatto di non avere la certezza che gli altri mi avrebbero capita e apprezzata per come sono, per le abitudini che ho, e che le differenza tra noi avrebbero condizionato in modo negativo un’ eventuale amicizia. La paura è scomparsa nel momento in cui io per prima non ho avuto paura di mostrare quello che sono, dando la possibilità agli altri di “giudicarmi” e lo stesso ho provato a fare in direzione inversa. Ho provato a capire il perché delle cose, dei comportamenti, dei modi di essere, e ho scoperto che tutto ciò che è diverso è solo superficie e che in fondo proviamo tutti gli stessi sentimenti. Come io ero spaventata dal nuovo mondo in cui ero stata catapultata così quel nuovo mondo era diffidente nei miei confronti. Ma una volta scalfita la superficie siamo davvero simili e avere consapevolezza di questo non solo manda via la paura ma ti riempie di confortante felicità.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
E: Ultimamente ho sentito la notizia di una ragazza di 15 anni che si è impiccata nel garage di casa, senza apparente motivo. La cosa mi ha sconvolto perché non riesco a spiegarmi come un animo così giovane sia così devastato da arrivare a decidere che la morte è la cosa meno dolorosa e che nessuno che le ha vissuto accanto si sia accorto di ciò che stava vivendo.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
Studente: Ho 19 anni e vengo da Calolziocorte.
I: Descrivi una persona diversa da te.
S: Una persona può essere diversa da me per la lingua, il colore della pelle, le sue tradizioni, la sua religione, la sua cultura, il suo modo di vestire, il suo modo di relazionarsi con gli altri, il suo modo di vivere determinate emozioni, il suo modo di reagire di fronte ai problemi… fondamentalmente ognuno è diverso!
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
S: Spesso si litiga perché si è diversi… litigare mi da fastidio, ma so che litigare porta ad un confronto e il confrontarsi è necessario per conoscere e per crescere. Prima di arrivare qua, sul pullman, un ragazzo di colore si è seduto in fondo tra la parete di fondo e lo scorrimano, una signora davanti a noi ha iniziato a dire di tornarsene al suo paese e che li non poteva sedersi, al massimo lo poteva fare al suo paese… ecco qual è la persona diversa da me perché la vede diversamente!
I: Lecco è una città sicura?
S: Si.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
S: Il non avere la certezza di un lavoro stabile e sicuro che mi permetta di avere una famiglia. Inoltre a livello meno personale mi spaventano le persone e la società che spesso si chiude davanti alle diversità.
I: Quali sono invece le tue certezze?
S: Le mie certezze sono che ci saranno sempre persone disposte ad aiutare.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
C: Mi chiamo Carola ho 18 anni e vivo a Lecco.
I: Descrivi una persona diversa da te
C: Sono una persona molto chiusa caratterialmente, alcune volte faccio fatica a lasciarmi andare, aprirmi e quindi farmi conoscere agli latri per quello che sono veramente. Posso dire che non molte persone mi conoscono così profondamente, forse perché alzo un muro e tendo a non fidarmi subito degli altri. Ma chi mi conosce bene sa che sono molto solare, sensibile, riflessiva, ma allo stesso tempo molto determinata. Quindi se penso a qualcuno diverso da me mi viene in mente una ragazza molto aperta, molto espansiva. Una ragazza che permette agli altri di farsi conoscere.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
C: Io detesto le persone prepotenti, che si impongono sugli altri e che pensano che tutto ciò che fanno dicono e pensano sia giusto. Se penso ad un episodio in particolare, mi viene in mente un episodio che non ho subito direttamente sulla mia pelle ma una mia cara amica a cui tengo molto. Non c’è un flash preciso di questo episodio che mi creato più fastidio ma più in generale è la prepotenza, l’arroganza e molte volte la maleducazione di alcune persone nei confronti della mia amica. Questi episodi proprio non li sopporto.
I: Lecco è una città sicura?
C: Penso che nessuna città possa essere definita completamente sicura. In particolare penso che Lecco non sia molto sicura.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
C: Tutto ciò che non conosco mi spaventa. Rispetto al mio futuro ho paura di non realizzare i miei sogni, che non si ha la possibilità di realizzarli tutti, oppure che il destino mette il suo zampino, ma penso che siamo noi gli artefici del nostro destino e quindi se vogliamo una cosa la perseguiamo.
I: Quali sono invece le tue certezze?
C: Le mie certezze i miei punti fermi sono la famiglia che so sempre di ritrovare vicino a me.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
M: Mi chiamo Gandola Massimo ho 18 anni e vengo da Bellagio in provincia di Como.
I: Descrivi una persona diversa da te
M: Una persona diversa da me penso che sia una qualsiasi persona all’infuori di me. Penso che ognuno di noi sia diverso dall’altro e che il bello sia proprio questo. Siamo tutti figli della stessa razza in fondo. Non c’è bisogno di abitare da qualche altra parte per essere diversi l’uno dall’altro, ma le diversità non devono essere un freno bensì un incipit a scoprire e a comprendere.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
M: Racconto sempre dell’episodio che mi è successo in Lettonia quando ho scoperto che fanno il bagno nel lago completamente nudi. La cosa mi ha messo un po’ a disagio perché in Italia non siamo abituati a questo tipo di rapporto con gli latri e con la natura.
I: Lecco è una città sicura?
M: Per quel che posso vedere ogni giorno Lecco mi sembra una città abbastanza sicura anche se vengo solo per la scuola e non vivendo non posso dare un’opinione completa sulla sicurezza cittadina.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
M: Del futuro mi spaventa il fatto di poter cambiare. Ho il terrore di perder nella vita come fanno gli adulti e di lasciarmi trascinare dagli eventi, impegni, responsabilità che non mi riguardano e che attualmente non voglio nemmeno considerare.
I: Quali sono invece le tue certezze?
M: Penso che il fatto di avere un futuro sia una certezza stessa. Inoltre ho la certezza di voler fare qualcosa per gli altri, per i meno fortunati, la consapevolezza di non poter pensare solo a me stesso, ma anche agli altri.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
M: Mi è capitato molto spesso di trovarmi in una situazione del genere e la cosa penso che spaventi di più sia la paura di non essere compresi e di non poter comprendere gli altri. Credo che la solitudine non porti alla felicità e che questa spaventi più di ogni altra cosa.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
M: Mi colpiscono tutte le notizie che riguardano morti di bambini o violenza su di essi, non perché non mi colpiscono eventi simili su altre persone ma sui bambini in particolare poiché non hanno avuto ancora il tempo di scegliere per loro e per la loro vita.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
G: Giorgia, 18 anni, vengo da Montevecchia, provincia di Lecco.
I: Descrivi una persona diversa da te.
G: Estroversa, impegnata (lavoro), sicura al 100% ma anche non libera di fare alcune cose e scelte, infelice, costretta.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
G: Non mi viene in mente alcun ricordo, ma per fare un esempio in generale mi darebbe fastidio se delle persone, che conosco o meno, mi rimproverano di parlare o comportarmi in un certo modo.
I: Lecco è una città sicura?
G: Tutto sommato si anche se ho assistito in prima persona ad uno scippo!
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
G: Non trovare il MIO posto, essere costretta a fare ciò che non voglio, dipendere da qualcun altro, ma allo stesso tempo…
I: Quali sono invece le tue certezze?
G: Studierò e (spero) lavorerò in un luogo che mi interessa, avrò una famiglia e degli amici.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
G: Sono andata in Germania e in Spagna (per brevi vacanze) ma sinceramente parlando ho avuto più paura tornando in Italia!
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
G: Mi colpiscono maggiormente gli incidenti tragici che hanno luogo in ambito famigliare perché reputo la famiglia un luogo sicuro in cui rifugiarmi.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
Studente: Ho 19 anni e arrivo da Oggiono.
I: Descrivi una persona diversa da te.
S: Una persona diversa da me è in generale chiunque non riesca a capire bene, o che non conosco (diversa in senso negativo cioè un diverso che mi spaventa). Dura poco solitamente, una volta conosciuta è possibile che la paura o la soggezione scompaiano e la diversità non sia più un problema (ma rimane, siamo tutti diversi, sotto molti aspetti). Confesso che ci metto di più con gli stranieri ma in generale riesco ad accettare le diversità, quando le comprendo.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
S: Mi capita a volte con gruppi di ragazzi che parlano di argomenti che non mi interessano affatto, o che non conosco. Mi trovo a che fare con persone che hanno atteggiamenti (proprio modi di fare, di comportarsi) che a me sembrano strani, ogni tanto. Può anche essere il modo di pensare a confondermi, mi sento a disagio o provo fastidio, a seconda delle situazioni, ma la motivazione è sempre che NON LI CAPISCO, o non capisco il perché di certi gesti o certi pensieri.
I: Lecco è una città sicura?
S: Da quel che ho potuto vedere personalmente si.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
S: Mi spaventa il rischio di NON riuscire a fare qualcosa, sia per mancanze mie ma soprattutto per cause esterne (il non trovare lavoro? Il non avere uno scopo? Il non guadagnare abbastanza per vivere?).
I: Quali sono invece le tue certezze?
S: Poche. Più che altro di sapere chi sono, da dove arrivo e dove voglio andare (o almeno di dove di sicuro non ho intenzione di andare) e il fatto che mi impegnerò per raggiungere i miei obiettivi.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
S: Si la paura era come al solito di non riuscire e comunicare, di non capire o di non farmi capire. Sparisce quando imparo la lingua e le fermate della metro, quando ho una cartina e so dov’è il mio albergo. In genere dura poco perché c’è sempre qualcuno con me.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
G: Mi chiamo Giada, ho 19 anni e vengo da Verderio.
I: Descrivi una persona diversa da te.
G: Una persona diversa da me potrebbe essere una persona di nazionalità, cultura, religione diversa dalla mia ma non per questi motivi inferiore a me!
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
G: Mi sono sentita a disagio una volta mentre passavo davanti ad un bar frequentato da persone extracomunitarie, passando mi hanno fatto domande o comunque hanno fatto affermazioni fastidiose.
I: Lecco è una città sicura?
G: Credo che nessun posto sia veramente sicuro al giorno d’oggi.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
G: Mi spaventa la mia insicurezza su quel che ho intenzione di fare uscita dalla maturità. Mi spaventa la mia insicurezza, il fatto di non essere all’altezza, di non essere capace nel fare qualcosa.
I: Quali sono invece le tue certezze?
G: Mi piace ricordare nei momenti tristi della mia vita: “dopo la pioggia viene sempre il sole!” è una frase che mi è stata detta e insegnata e che mi aiuta molto nei moneti difficili.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
G: Non sono mai andata all’estero a parte in Francia per poco più di una settimana e quello che mi ha spaventato di più e stato il fatto di non sapere la lingua e nel momento di aiuto di non sapersi esprimere.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
G: Mi pare di aver letto circa un mesetto fa su un quotidiano la storia di una ragazza mussulmana (che portava il velo quindi) che era ritenuta dal padre troppo bella “troppo appariscente” per andare a scuola, per esporsi in pubblico (quindi andava contro la morale della sua religione) e il padre la rinchiudeva in casa fino a quando il professore (mi pare!) si è accorto e ha cercato il dialogo con i genitori della ragazza. Alla fine il professore è riuscito a far cambiare idea e prospettiva a al padre quindi la ragazza è riuscita a riprendere gli studi di moda.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
M: Ho 19 anni, mi chiamo Martina e sono di Lecco.
I: Descrivi una persona diversa da te.
M: Una persona può essere diversa da me per alcuni aspetti del suo carattere, per interessi e modi di vedere le cose.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
M: È avvenuto poco tempo fa nel momento in cui in una compagnia bisognava prendere delle decisioni importanti e pensando in modo diverso mi sono sentita esclusa.
I: Lecco è una città sicura?
M: Come tutte le città ha dei vantaggi e degli svantaggi e come in tutte le città accadono cose che denunciano una scarsa sicurezza.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
M: Mi spaventa il fatto di avere mille possibilità riguardo a scelte di studi e di non essere sicura di quale sia quella giusta per me e non sapere poi dove possa portarmi.
I: Quali sono invece le tue certezze?
M: La certezza è che di certo non mi interessa un lavoro che mi porti al successo ma uno che mi consenta di vivere serenamente con la mia famiglia.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
M: Si mi è capitato di andare all’estero ed è una cosa che faccio volentieri ma non nego che il primo impatto e sempre “strano” nel senso che entrando in contatto con una realtà per certi aspetti diversa dalla mia mi fa pensare a come comportarmi.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
M: Di recenti i telegiornali sono ricchi di notizie negative, dalla violenza in tutte le forme, alla disorganizzazione della nostra politica, alla disoccupazione e cosi via… in particolar modo mi ha colpito la catastrofe del Giappone, una ferita molto profonda per uno stato intero che anche il tempo avrà qualche difficoltà a rimarginare.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
M: Melissa Rigamonti, 20 anni Lecco.
I: Descrivi una persona diversa da te.
M: Reputo una persona diversa da me quella persona che ha un tipo di cultura differente, non tanto quindi per il colore della pelle ma per il tipo di cultura ricevuta.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
M: Non ho nessun racconto in particolare riguardo ad una persona diversa da me che mi abbia dato fastidio, spesso però mi posso sentire a disagio nel momento in cui incontro chi ha dei pregiudizi nei confronti di chi è diverso, o chi pensa che basti un accento diverso o il colore della pelle diversa dalla propria per essere etichettato come diverso e quindi emarginato dalla società.
I: Lecco è una città sicura?
M: Né più né meno delle altre.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
M: Sento di non avere certezze riguardo al mio futuro in particolare nell’ambito lavorativo. Penso che un’insicurezza in ciò condizioni tutto il resto a partire da una casa stabile, dall’avere una famiglia a cui si può assicurare un futuro, in particolare ai figli.
I: Quali sono invece le tue certezze?
M: Un futuro ci sarà bello o brutto che sia. Bisogna accettare quello che ci capiterà.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
M: Ho fatto un solo viaggio all’estero, a Madrid, a devo dire che anche se ci si doveva preoccupare di più, rispetto che in Italia, di tenersi ben stretta la borsa! Ho notato invece più aspetti positivi che negativi. Per esempio il fatto che non ci sono pregiudizi nei confronti anche di chi si veste semplicemente in modo più stravagante rispetto agli altri! Cosa che in Italia accadrebbe di sicuro!
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
M: Mi infastidisce molto quando al telegiornale marcano molto sul fatto che un determinato omicidio, ABUSO, è stato compiuto da uno straniero piuttosto che da un italiano. Le notizie di cronaca che mi colpiscono di più sono comunque sempre quelle di abusi nei confronti di ragazze straniere o da parte di italiani o da parte di padri stranieri nei confronti delle figlie.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
M: Maddalena 18 anni.
I: Descrivi una persona diversa da te
M: Sicura di se stessa, delle proprie azioni, coraggiosa di farsi vedere per quello che è.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
M: C’è un uomo adulto sui 40 e una donna coetanea, l’uomo “p” ha delle reazioni troppo aggressive con gesti o azioni a volte anche fin troppo violente. La donna “r” reagisce attraverso le parole, ma non basta, “p” è come se avesse sempre il coltello dalla parte del manico, così “r” deve subire a andare avanti perché non ha il coraggio da fare altro. Purtroppo questa scena, anche se spiegata un po’ male, l’ho vissuta e non è stato bello perché io nono ho potuto fare niente anche se la rabbia verso “p” era forte e avrei voluto bloccare quel momento.
I: Lecco è una città sicura?
M: No, ho assistito a diversi episodi non corretti ( non è solo Lecco ormai questa situazione c’è ovunque)
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
M: Mi spaventa il fatto che oggi nel 2011 sia difficile realizzare i propri sogni e mi spaventa vedere il mondo che si sta trasformando in un MOSTRO.
I: Quali sono invece le tue certezze?
M: Di certezze sinceramente non ne ho tante, anzi, più che certezze ho delle speranze, speranza di riuscire a realizzare parte dei miei sogni, speranza che riuscirò a farmi una famiglia, speranza di riuscire ad aiutare gli altri.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
M: Poche volte e per poco tempo, quindi non ho mai provato queste sensazioni.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
M: I continui atti di violenza e il continuo odio che si trova nelle persone. Io credo solo che le persone dovrebbero aprire la mente e rendesi conto di come il mondo sta andando a p...
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
M: Martina 18 Arcore.
I: Descrivi una persona diversa da te.
M: Può essere l’imprenditore miliardario o il mendicante al semaforo.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
I: Lecco è una città sicura?
M: Si.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
M: Mi spaventa la possibilità di non avere un futuro, un lavoro, la possibilità di crearmi una famiglia.
I: Quali sono invece le tue certezze?
M: Non sento di avere reali certezze.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
M: Si mi ha spaventato un uomo che ha aggredito verbalmente mia madre perché lei non voleva comprare da lui. Mi ha lasciato turbata.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
M: Adolescenti che danno fuoco ad un senzatetto. Perché mi rendo conto che questi tipi di gesti sono sempre più diffusi e le nuove generazioni crescono con una rabbia e violenza inaudita.
Scegli una foto (tra quelle presentate) che ti trasmetta paura e commentala
Mi ha colpito la foto dove vi sono diverse persone che tentano di sporgersi da una recinzione.
Intervistatore: Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
A: Anna ho 18 anni e vengo da Calolziocorte.
I: Descrivi una persona diversa da te.
A: Scontrosa, chiusa, ritardataria e poco diligente.
I: Racconta una cosa successa con delle persone diverse da te, che ti ha dato fastidio e dove ti sei sentito a disagio. Perché ti ha dato fastidio?
A: Quando le persone non rispettano i loro compiti o doveri causando danno agli altri.
I: Lecco è una città sicura?
A: Abbastanza.
I: Cosa ti spaventa oggi rispetto al futuro? Cosa ti rende insicuro?
A: La mancanza di posti di lavoro nell’ambito in cui mi sono specializzata, la crisi delle certezze nell’educazione e le ribellioni.
I: Quali sono invece le tue certezze?
A: Posso essere una persona affidabile, disponibile e lottare per un futuro migliore possibile.
I: Ti è mai capitato di andare all’estero/ in un posto nuovo per te? Qual’ è la cosa che ti ha spaventato di più? Dopo è scomparsa la paura? Perché? Come?
A: Si sono stata all’estero. Mi ha spaventato la difficoltà nell’orientarmi e la mancanza di punti di riferimento. È scomparsa una volta conosciuto il posto. Comunque penso che andare all’estero comporti dei rischi e dei pericoli ma non è da escludere il fatto che qualcuno sia messo in pericolo a due passi da casa, da una persona che conosce e di cui magari si fida.
I: C’è qualche fatto o notizia di cronaca che ti viene in mente che ti ha colpito? Perché?
A: Le violenze familiari dei genitori sui figli ma anche dei figli sui genitori o fratelli. Il fatto che le persone possano scoprire degli aspetti spaventosi di se o qualcosa che possa causare in loro rabbia, violenza e dimenticare ciò che è veramente importante.
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