 |
|
Le foto di Vito Nocita - visita la photogallery
|

|
Questo scatto ha immortalato un momento di particolare intensità rendendo il ritratto ricco di espressività e tensione. La donna comunica un'emozione forte che non lascia indifferenti: sembra quasi di udire il suo grido che ci chiama a condividere il suo sentire.
I colori di questa immagine sono ben distribuiti. Il tenue rosa del fiore tra i capelli si richiama nel rosa un po' più spiccato del vestito, mentre il rosso delle unghie si ritrova sulle labbra della donna. Inoltre nella macchia bianca si ritrova lo stesso verde dello sfondo. Questo incrocio di colori crea un bilanciamento che dà all'immagine una interessante dinamicità visiva. |
 |
 |
Trovo questa fotografia molto ben riuscita sia dal punto di vista tecnico che espressivo. I ragazzi sembrano tracciare una specie di onda che attraversa verticalmente e centralmente l'immagine donandole un perfetto equilibrio. I colori intensi invadono totalmente la fotografia. Interessante è il lavoro di messa a fuoco sul primo ragazzo e sulla catena con la croce che crea una linea continua con la fascia gialla del ragazzo che segue. Quest'immagine sembra congelare un movimento fugace e perciò carica di intensità. |
 |
 |
I colori sono di questo ritratto il principale motivo per cui si rimane stregati da questa immagine. La scala di azzurri e blu degli indumenti e il verde vivido della natura si incontrano e sembrano mescolarsi nello sguardo intenso della donna. Gli occhi della donna sono i protagonisti indiscussi di questa fotografia: guardano lontano e l'osservatore, incuriosito, si chiede dove finisca quello sguardo. |
 |
Le foto di Don Adriano Bertocchi - visita la photogallery
|
 |
Ciò che rende questo semplice scatto uno scatto ben riuscito, è il ragazzo che non guarda dritto davanti a sé come il resto dei percussionisti, ma che si gira verso la fotocamera richiamando l'attenzione dello osservatore verso di sé. La composizione dell'immagine è ben bilanciata, suddivisa in fasce che delimitano le tre aree del campo visivo: il cielo in alto, il prato in basso e centralmente la fila di ragazzi. Anche sul piano orizzontale i movimenti dei ragazzi danno un particolare equilibrio alla scena suddividendola a metà: I primi tre ragazzi partendo da sinistra suonano i bonghi eseguendo tutti lo stesso movimento mentre i tre che seguono non suonano ma hanno comunque le braccia nella stessa posizione. |
 |
 |
La donna ritratta nella foto è stata colta qui in un momento di grande intensità espressiva. Il viso straziato trasmette una forte sensazione di dolore, fisico o mentale. La donna, al centro esatto dell'immagine attira tutta l'attenzione su di sè e sulla sua espressione. Il verde della camicia si amalgama bene con lo sfondo, ma la figura emerge nitida grazie alla macchia scura della gonna che segna il centro dell'immagine come un buco nero. I fasci di luce che attraversano il bosco, senza i quali la scena sarebbe stata molto ombrosa donano all'immagine una giusta illuminazione rendendo l'insieme più interessante. |
 |
 |
Soffermandosi ad osservare questa fotografia si viene colti da un senso di tranquillità. L'ambiente è infatti calmo e sembra di sentire la quiete del bosco e dei suoni della natura. La scena di per sé ritrae una situazione banale: un'uomo seduto in un prato guarda l'orizzonte. In realtà la luce filtrata dagli alberi dona alla scena una magia particolare, sembra infatti un “occhio di bue” teatrale: quella particolare illuminazione circolare che illumina il protagonista dall'alto. Il cerchio di luce che illumina centralmente l'immagine dà importanza a quella valigia arancione, dalla quale l'osservatore è immediatamente incuriosito data la varietà e la stranezza degli oggetti che la riempiono. Alla destra della valigia l'osservatore incontra un'uomo, che si riposa assorto. Il suo viso non è ben illuminato, ma questo fattore ci porta ad indagare il suo sguardo e a prestargli quindi una particolare attenzione. |
 |
 |
Trovo questo scatto particolarmente significativo. La scena è totalmente riempita dalle persone. Diversi colori fanno da sfondo, si percepisce una situazione di gioia e dinamicità. In primo piano troviamo, alle due parti opposte della fotografia, due persone, entrambe vestite di nero. La donna sta porgendo un dono all'uomo che la ringrazia sinceramente con un inchino di gratitudine. Questa immagine trasmette felicità, bontà, amicizia. È una bella immagine, piena, colorata e positiva. |
 |
Le foto di Francesca Binda - visita la photogallery
|
 |
Credo che questa immagine sia, dal punto di vista compositivo, equilibrata e ben riuscita.
La foto risulta molto ben bilanciata con un intenso blu cielo che occupa 1/3 dell'immagine e il resto dei 2/3 da un vivace verde prato. A movimentare questi spazi ci sono due zone di colore: quella in alto a sinistra e quella in basso a destra. Queste due aree si richiamano grazie alle tonalità di colore che ritroviamo in tutte e due: bianco, marrone e nero. La forma triangolare si ripete nell'immagine in più punti: La macchia di verde scuro sulla sinistra, il palo giallo, gli alberi e la donna stessa assume una posizione rassomigliante ad una figura triangolare.
Molto bello è il gioco di ombre che si crea sugli abiti della donna, il sole disegna e sottolinea i chiaroscuri creando due ombre di carattere opposto: l'ombra portata della donna, diffusa e dispersa nell'erba e l'ombra netta e teatrale della mano che si riflette imponente sulla gonna nera. |
 |
 |
Questa fotografia è dinamica e trasmette una allegria che l'osservatore si ritrova a condividere osservando il momento immortalato. I due protagonisti nonostante uno sia “vivo” e l'altro sia “ animato”, sembrano ballare insieme con gli stessi movimenti. Entrambi seguono infatti la stessa linea obliqua che rende ben bilanciata la composizione. Le ombre portate riempiono e completano l'immagine e ci raccontano un momento di entusiasmo dove il sole batte alto nel cielo e l'allegria si diffonde nell'aria. |
 |
 |
Questo scatto si presenta all'occhio con un'immediatezza visiva di grande impatto. I colori sono intensi e ben alternati: non si confondono l'uno con l'altro e si distinguono nettamente facendo risultare l'immagine limpida e pulita. La figura protagonista ci confonde: ci rallegra il suo copricapo ma d'altro canto ci spaventa l'ascia che tiene nella sua mano destra. Il volto è nascosto, ma percepiamo la persona umana grazie alla mano che vediamo in un secondo momento, dopo avere visto l'arma. La luce intensa sottolinea e definisce le ombre e rende maggiormente nitido lo scatto. |
 |
Giulia Mazzoleni nasce a Lecco il 4 Settembre 1989.
Cresce in un paesino della Valsassina ed è affascinata durante tutta l'infanzia dalla passione fotografica del padre. Frequenta il Liceo Artistico di Lecco dove intraprende l'indirizzo Grafico Visivo che la porterà verso una presa di consapevolezza rispetto a quello che le interessa e per cui è più portata: inizia ad avvicinarsi al mondo della fotografia e a scattare foto, appassionandosi sempre di più. Per il suo diciottesimo compleanno i genitori le regalano una reflex digitale con cui inizierà a scattare.
Iscritta ora alla Libera Accademia Belle Arti di Brescia presso la facoltà di Fotografia, partecipa ad alcuni concorsi fotografici e ad alcune esposizioni fotografiche nella provincia di Lecco e Brescia. Durante il suo percorso si avvicina a nuove forme artistiche e inizia a sperimentare il video e le arti visive in generale. Ormai vicina alla laurea, approfondisce la sua arte dedicandosi a progetti personali e ad alcuni lavori commissionatele. |