Intervistatore: Cosa significa il tuo nome?
Zanco: Mi è venuto spontaneo, poi ho scoperto che significa pioniere, prima non lo sapevo, quindi è stata una scelta
del destino.
I: Immagina di avere una valigia e di metterci tre cose dei paesi in cui sei stato a vivere.
Z: Per il Canada sceglierei l'evoluzione sociale, c'è integrazione a livelli diversi rispetto all'Europa, forse c'è più spazio, meno ricchezza, un'identità nazionale meno forte, tutto questo fa si che ci sia un'evoluzione sociale più accesa.
Dell'Italia il cibo sicuramente perché mangiar bene fa parte di una bella vita.
Di Parigi la musica, la vivacità della scena musicale, è una città molto vivace; la musica rappresenta bene ciò che è Parigi cioè un'attrazione mondiale. A me piace molto il rap francese perché è molto mischiato, è molto meticcio. Ha componenti africane, indiane, caraibiche, bellissimo.
Di Damasco la dimensione umana, un po' terrona, l'ospitalità, la generosità, quello che rimane nello stereotipo del terrone, ecco in Siria c'è.
I: Come definiresti la tua cittadinanza?
Z: Più che cittadinanza direi identità, io credo nell'identità fluida, dell'identità in essere, tu sei quello che hai vissuto. Se nasci in una famiglia che sta in un contesto sociale sei sia la famiglia che il contesto sociale. Quindi la mia identità è poliedrica. Non mi pongo limiti, magari da piccolo dici devo essere questo devo essere quello poi capisci che non c'è ragione per dirlo, a volte la vera libertà è non dover scegliere, la vivi con meno controllo, te la godi. Questa è la bellezza di appartenere a varie culture.
I: Ci racconti un episodio in cui ti sei sentito a disagio?
Z: Razziale è raro perché essendo bianco passo inosservato.
La Santanche credo sia uno dei personaggi più squallidi sulla scena politica italiana, anche una che va in televisione a dire Maometto era pedofilo, va bene puoi avere tutte le tue opinioni ma non puoi offendere così gratuitamente. Te le cerchi, se avessi le possibilità e fossi in un paese non europeo scatenerebbe delle guerre, poco ma sicuro.
I: Come ti vedi tra dieci anni, cosa sarai diventato
Z: Spero di star bene sia familiarmente che emotivamente, che finanziariamente.
I: Quale futuro vorresti consegnare a tuo figlio.
Z: Milano è una bella città è una capitale mondiale, mi piacerebbe consegnare a mio figlio una città, non dico a dimensione d'uomo come i paesi del nord Europa ma, a maggiore dimensione umana, vivace come i paesi latino americani, piena di verde come quelli danesi. Una grande città del mondo, una capitale. Mi piacerebbe che mio figlio crescesse con l'apertura mentale che i miei mi hanno dato la possibilità di avere, i miei genitori. |