di Federica Fumagalli


laboratorio di inte(g)razione e improvvisazione vocale basato sulle circle-song ensemble
diretto da: Albert Hera e Serena Ferrara

Domenica 19 giugno 2011
La Rocca dell'Innominato, Chiuso - Lecco


VoiceLab è un progetto di improvvisazione vocale, una proposta originale e insolita che, sotto l’esperta guida del Maestro Alber Hera e di Serena Ferrara, spazia da sonorità etniche alla world music; dalla musica popolare fino a sonorità spesso lontane dal nostro orecchio; per un risultato finale molto affascinante e d’avanguardia. Grazie all’assenza totale di parole o idiomi, il VoiceLab mira a riunire le persone grazie alla bellezza del canto, grazie all’uso di un linguaggio senza frontiere che coinvolge corpo, spirito e pubblico.
Giunti alla sesta edizione di questo particolarissimo laboratorio, quest’anno il VoiceLab ha avuto l’onore di collaborare con La Casa sul Pozzo e i ragazzi di Crossing, con i quali abbiamo cantato per tutta la durata del laboratorio e grazie ai quali abbiamo partecipato alla manifestazione “Di Paura Vibrar”. Il tema della paura infatti si sposava perfettamente con il tema del VoiceLab, ovvero quello dei “Pani del Mediterraneo”: un viaggio simbolico attraverso le più grandi culture del nostro mondo.
Il viaggio ha inizio, un viaggio dove il pane è il protagonista, e in particolar modo la paura di non aver più di che mangiare: un’azione scontata per la nostra parte di mondo, ma che per molte altre nazioni non è affatto così. Partendo dalla Cina, attraversando l’India, l’Anatolia e l’africa, siamo giunti in Italia. Un viaggio alla scoperta delle sonorità tradizionali dei paesi attraversati, ma anche e soprattutto un viaggio alla scoperta di ciò che è diverso da noi, per vincere la paura di ciò che non conosciamo e per comprendere che siamo tutti accomunati dagli stessi grandi bisogni primari. Il pane, alimento quotidiano, è anche essenza di vita ed è presente in tutte le culture del mondo anche se con declinazioni leggermente diverse.
Accompagnati dal pianista Massimo Celsi, dal percussionista Stephane Ngono e da Marco Forgione alla batteria vocale, il concerto è scivolato via leggero grazie anche alla partecipazione attiva del pubblico e ai mini interventi di danza di persone provenienti da tutti gli angoli del mondo.
Una giornata all’insegna del voler stare insieme cantando all’unisono, abbattendo le barriere linguistiche e culturali, in una cornice mozzafiato e in un luogo simbolo della paura come il castello dell’Innominato.

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