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| 17 anni. Senegal |
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Intervistatore: Come ti chiami?
Omou: Omou.
I: Quanti anni hai?
O: 17.
I: Da quale paese vieni?
O: Senegal.
I: Da quanto tempo sei in Italia?
O: Un anno e mezzo.
I: Chi ha scelto il tuo nome?
O: Mio papà.
I: Che cosa significa?
O: Significa la figlia di un profeta.
I: Ti piace il tuo nome?
O: Si.
I: Qualcuno ti chiama in un modo diverso?
O: Si la mia famiglia nel mio paese: Bebé.
I: E ti piace questo nome?
O: Si.
I: Gli italiani pronunciano bene questo nome?
O: Ci sono delle persone che lo pronunciano bene e altre no.
I: E quando sbagliano certe volte li correggi oppure no.
O: Si, lo correggo.
I: C’è un nome italiano che ti piace?
O: Si. Il tuo. Valentina.
I: Che nome darai ai tuoi figli? Nomi italiani o nomi del Senegal?
O: Tutti e due: italiani e senegalesi.
I: Adesso parliamo della scuola. Sei andata a scuola nel tuo paese?
O: Si.
I: Fino a quanti anni?
O: Fino a 14 anni.
I: Che scuola facevi?
O: La seconda media.
I: E dopo i 14 anni cosa hai fatto
O: Sono venuta in Italia e ho continuato gli studi.
I: Quante persone eravate in classe?
O: Nel mio paese 35.
I: Prova immaginare di essere adesso nella tua classe, che emozioni provi?
Che cosa è la prima cosa che ti viene in mente?
O: Come cosa?
I: Non so, i professori, gli amici...?
O: Gli amici.
I: Avevi tanti amici?
O: Non tanti, 3 amici.
I: Erano buoni amici?
O: Si.
Scuola
I: Ci racconti un'esperienza bella della scuola in Senegal?
O: Quando siamo andati con i professori per fare un giro e abbiamo visto tante belle cose e abbiamo fatto tutto un giorno a vedere gli animali, il mare e abbiamo festeggiato tantissimo. Era alla fine dell'anno.
I: Invece una cosa brutta della scuola?
O: Una cosa brutta... non ci sono.
I: Ok. Mi dici tre regole della tua scuola?
O: Di non gridarci, di dare rispetto ai professori, di non rubare qualcosa.
I: Cosa succedeva se queste regole non venivano rispettate?
O: Io le rispettavo ma i miei amici lo fanno.
I: Cosa succedeva se non le rispettavano?
O: Loro erano sospesi per una settimana o due, dipende da quello che hanno fatto.
I: Tu sei mai stata punita?
O: Si, quando facevo..., prima di andare alla media, quando facevo le elementari.
I: E come sei stata punita?
O: Il professore mi aveva picchiato e ho una cicatrice qua.
I: E che cosa hai provato in quel momento?
O: Ero arrabbiatissima ma non potevo rispondere perchè mia mamma diceva sempre di non rispondere perchè il professore è il capo in una classe e io devo rispettare.
I: Cosa pensi di queste punizioni?
O: Io penso che non va bene, bisogna fare queste punizioni ma senza picchiare.
I: Ora parliamo della scuola in Italia. Dove vai a scuola?
O: A Maggianico.
I: Quante persone siete in classe?
O: 11. Più o meno.
I: Prova a ricordarti il tuo primo giorno di scuola in Italia. Ci racconi come è andata?
O: In questo giorno avevo paura perchè non ho mai visto, non sono mai entrata nella scuola italiana, anche ho visto i professori. Il primo professore che ho visto era Claudio, ha chiesto il mio nome, da dove vengo e allora io ho risposto. Adesso si ma il primo giorno non capivo e io avevo tanta paura e pensavo che sarà difficile.
I: Una cosa bella della scuola in Italia?
O: Quando abbiamo fatto questo giro a Calolziocorte con i professori ed era bellissimo.
I: Invece una cosa brutta?
O: No, non ci sono.
I: Ci dici tre regole della scuola che dovete rispettare.
O: Come tutte le scuole di non litigarsi, venire all'ora e di condurci in maniera corretta nei vestiti e nel comportamento.
I: Che cosa succede se non vengono rispettate queste regole?
O: Non lo so perchè ho sempre rispettato queste regole.
I: Se potessi scegliere manderesti tuoi figlio in una scuola in Italia o del Senegal?
O: Manderei i miei figli in scuola senegalese per imparare la lingua e l'arabo e poi venire in Italia.
Famiglia
I: Da quante persone è composta la tua famiglia?
O: Quattro.
I: Dove vivete?
O: Viale Turati.
I: Chi è la persona più importante della tua famiglia?
O: Il mio papà.
I: Perché?
O: Perchè è un uomo bravo che fa tanta fatica per la sua famiglia, non si riposa mai, sempre sta cercando qualcosa di meglio per la sua famiglia, io lo rispetto, io lo amo perchè è il migliore amico, lui sempre mi ascolta, mi dice delle cose che io ho visto nella mia vita e sempre mi dice hai ragione e comportarmi in una maniera che nessuna persona deve venire per dirti qualcosa brutta.
I: Con chi stavi quando eri piccola?
O: Con mia mamma.
I: Che lavoro fanno i tuoi genitori?
O: Mia mamma era una professoressa e mio papà un ingegnere.
I: Come era la tua casa?
O: Era grande. Aveva un giardino, una cucina e il posto che mi piaceva di più era il salone dove si riuniva tutta la famiglia, guardavamo la televisione, tutto questo...
I: Mi dici tre valori, tre cose importanti che ti ha insegnato la tua famiglia?
O: Si. Di rispettare tutte le persone che vedo nella strada e penso che è più grande della mia mamma e del mio papà. Sempre dare rispetto per avere il meglio di me e di non rubare, di non dire bugie e sempre essere diritto con la gente.
I: Quale il ricordo più bello che hai della tua famiglia?
O: Con la mia famiglia si, quando si faceva il Ramadam, era bellissimo perchè si era riuniti tutti e abbiamo fatto tante cose in questo giorno perchè era un giorno importante per i mussulmani. Era un giorno bello...
I: Invece una cosa brutta?
O: Quando è morta la mia nonna. Si, mi fa ridere perchè io in questo giorno avevo voglia di andare con lei perchè era cara per me.
I: Immagina di poter portare in Italia tre cose importanti del tuo Paese che non hai qui. O chi porteresti?
O: Chi porterei? Il mio fidanzato e dopo i miei amici.
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