Intervistatore: Ti chiami?
Alessandra: Alessandra
I: E arrivi?
A: Da Polonia
I: Quando sei arrivata in Italia?
A: Cinque mesi fa
I: E come hai fatto a imparare...
A: Non lo so, tutti mi dicono che parlo molto bene italiano
I: Volevo chiederti di ragionare attorno a questa cosa della lingua, partendo però da chi sei tu, dalla tua storia, da quello che pensi. Raccontaci come mai 5 mesi fa hai deciso, o i tuoi per te, di trasferirti in Italia dalla Polonia?
A: Allora, (nota 1) mia madre è in Italia da 7 anni, però non è qua da 7 anni che lavora, lavora... ma arrivava tre mesi in Polonia e tre mesi qua, e non voleva vivere così più, allora ha deciso che partiamo tutti, e sono venuta in Italia
I: Partiamo tutti significa che a casa siete tu, mamma...?
A: E mio padre.
I: Fratelli e sorelle niente?
A: No
I: E la mamma sette anni avanti e indietro, quando tornava diceva qualche parola in italiano?
A: No no non diceva perché sapeva che io non capisco niente magari sentivo quando parlava con mia zia in italiano, ma non capivo niente.
I: Neanche una parola?
A: Magari “ciao” basta, perché è prima parola che si sente, “ciao, come stai”
I: E quando sei arrivata in Italia invece, le prime parole che hai imparato quali sono state?
A: Non lo so, “piacere mi chiamo Alessandra”, quanti anni ho, cosa voglio fare da grande, da dove sono.. e dopo piano, piano ho cominciato di studiare altre cose
I: Tutte però parole un po' formali no, parole che servivano per orientarsi, per capirsi, per rispondere.
A: Sì prima questi, poi quando sono andata a scuola ho cominciato di ragionare un po' profondamente perché dovevo fare le frasi magari, (nota 2) qualche insegnante chiedeva qualcosa a me io magari non sapevo prima rispondere, ma adesso non ho questa paura
I: E invece le prime parole italiane che ti hanno colpito, che ti sono piaciute, non quelle ufficiali che bisognava imparare.
A: “Ti voglio bene”, “ti amo” (nota 3)
I: Ah, un corso accelerato (risate)
A: Dopo... sei mia migliore amica... e mi sembra che è tutto.
I: E queste tre parole, tre frasi, dopo quanto tempo le hai imparate? Dopo la prima settimana, la prima ora, il primo mese?
A: No, allora è cominciata la scuola, ho conosciuto un ragazzo e adesso siamo amici, amici, però è stato lui che mi ha detto “ti amo” (nota 4) e allora è la prima cosa che mi ha colpito molto. Dopo mia amica che ho conosciuto che si chiama Eleonora, è italiana, quando mi ha detto prima volta “ti voglio bene” e che sono la sua migliore amica, erano queste situazioni
I: Come si dice in polacco “ti voglio bene”
A: (incomprensibile)
I: E' molto musicale vero?
A: Sì
I: Quando tu pensi a questa tua amica che ti vuole bene, quella frase lì la pensi in polacco o in italiano?
A: Dipende dalla situazione, magari a scuola penso in italiano ma quando vado a casa comincio a pensare a cosa è successo questo giorno penso in polacco (nota 5) perché a casa si parla in polacco allora cambio...
I: Ma quando pensi a quelle parole lì che ti ha detto quella tua amica lì o quel tuo moroso lì...
A: Italiano
I: E invece le parole con cui stai facendo più fatica, che non ti piacciono?
A: I tempi dei verbi, sono le cose che non mi entrano in testa. No, è un po' difficile studiare tutti però ce la faccio.
I: Perché, li studi?
A: Sì, comincio a studiare. Ho cominciato già quando sono arrivata ma adesso a scuola cominciamo di approfondire.
I: Ma per te imparare l'italiano è stata una fatica o?
A: No è stato un piacere perché volevo... (nota 6) volevo parlare con altri, volevo comunicarmi con altri allora avevo voglia di studiare l'italiano.
I: Ci sono delle frasi o delle parole che ti sono parse buffe, divertenti? Che magari in polacco vogliono dire una cosa e in italiano un'altra.
A: Curva (risate)... non lo so perché, è prima parola che mi viene in mente perché in italiano curva significa la curva... in polacco significa... una parolaccia.
I: Prostituta?
A: Sì (risate) Lo so non è una frase magari tanto bella ma è prima che è sembrata un po' strana.
I: Ti è sembrato strano sentirla nel linguaggio normale?
A: Sì perché qualcuno comincia a dire e a un certo momento sento curva. - ma scusa, ho capito bene? Ma cosa volevi dire? - ...in questo senso
I: Chiaro che è da poco che sei qui, ma parole che proprio non ce la fai a pensare in italiano che continui sempre e solo a pensare in polacco, ci sono?
A: Sì, allora sono tutte che penso in polacco (nota 8) quando sono a casa, quando sono a scuola penso in italiano, quando sono anche qua penso in italiano ma quando vado a casa penso in polacco
I: Adesso dico magari una stupidaggine però “nonna”... tua nonna è rimasta in Polonia?
A: Sì
I: Ad esempio, quando tu pensi alla nonna
A: Penso in polacco perché....
I: Ma ci sono delle parole precise al di là del pensiero, delle parole precise che tu usi sempre e solo in polacco?
A: Sì
I: E invece delle parole che usi sempre e solo in italiano?
A: Sì ci sono ma ci sono poche e magari non faccio caso di ricordarmi
I: Cioè non c'è una parola a cui tu sei legatissima rispetto al tuo stare in Polonia, alla tua vita in Polonia e che non tradurresti mai?
A: Magari “casa”... “amore” in senso amore questo di nonna; la vicinanza tra me e mia nonna... niente, mi sembra che è solo queste tre cose.
I: Invece delle parole che in polacco non hai mai usato e invece hai conosciuto qui, hai incontrato in italiano e usi solo in italiano?
A: No, non mi ricordo
I: Tu come sogni? (nota 9)
A: Allora, dipende... io certe volte parlo quando sogno. Allora, in Polonia certe volte mi dicevano che ho parlato quando... mentre sognavo però dicevo in polacco. Adesso quando sono in Italia parlo in italiano, è molto divertente.
I: Sogni in italiano?
A: Sì
I: Ma sogni in italiano i tuoi amici o anche tua mamma e tuo papà ad esempio? Quando parli nel sogno con mamma...
A: Non avevo sogno dove avevo la immagine di mia madre. Avevo un sogno poco tempo fa di lezione di matematica, di interrogazione...
I: Non si chiama sogno, si chiama incubo (risate)
I: Quando tu dici alla tua amica o al tuo moroso che gli vuoi bene, glielo dici in italiano o in polacco?
A: Allora dico in italiano ma certe volte quando parlo con le persone mi scappa una parola in polacco
I: Quali parole ti scappano?
A: Dipende dal contesto...
I: Ma sono più parole legate alla lingua degli affetti, (nota 10) alla lingua d'uso, alla lingua per capirsi o sono più parole legate alle emozioni, ai sentimenti?
A: No, sono queste dei sentimenti, delle mie emozioni
I: E come reagiscono le persone con le quali ti trovi a relazionarti di fronte a delle parole in polacco?
A: Allora, prima chiedono cosa significa perché è una parola nuova (nota 11) e dopo... dopo vogliono che dico in italiano perché non hanno capito... ma va bene, fa niente
I: Ma ti fa piacere quando ti chiedono di tradurti? Ti è capitato che ti chiedessero di usare il polacco perché è più bello che l'italiano?
A: Non hanno detto per esempio dimmi come si dice “ti amo” in polacco perché mi piace di più, però quando dico... mi è capitato qualche volta che hanno detto -ma come si dice in polacco la parola...?- è bella, mi piace - ma niente altro...
I: Ti fa piacere che a qualcuno piaccia la tua lingua, (nota 12) quella d'origine da cui provieni?
A: Sì lo so che magari è un po' difficile ma mi piace, mi fa piacere che a loro...
I: Oppure non ti interessa cioè nel senso...
A: No, mi interessa perché fa piacere quando arrivi in un paese strano e le persone ti chiedono delle parole nella tua lingua
I: Quando tu sei arrivata in Italia, la cosa più difficile, al di là della lingua, cosa è stata? Prima dicevamo della paura, cos'è la paura prima di venire qua? Paura di cosa?
A: Paura della lingua, paura della scuola... si sente la paura (nota 13) prima di arrivare in Italia di magari “come faccio quando vado a scuola, non conosco la lingua ma devo parlare l'italiano” o magari “come faccio a parlare con altri” o “come faccio a leggere un libro” “come faccio a studiare” “come faccio a scrivere la verifica o come faccio di fare una interrogazione se non conosco la lingua”
I: Per i primi giorni non avrai capito niente no?
A: Sì
I: Cosa pensavi quando non capivi niente? (nota 14)
A: Prima cosa mi sentivo sola, dopo mi sentivo male e mi veniva da piangere. (nota 15) Anche l'ultimo giorno mi sono sentita male perché non ce la facevo di spiegarmi o di fare qualche cosa e mi sentivo sola perché qui ci sono amici ma queste persone per adesso ancora non sono amici, amici, questi che ho in Polonia, perché per esempio mia migliore amica che è stata con me sempre, potevo andare da lei, dire tutto che volevo dire, che pensavo, e quando non ce la facevo di studiare qualcosa mi aiutava.
Qua dovevo affrontare questo problema da sola e ci sono stati qualche... qualche minuto di...
I: Difficoltà
A: Sì
I: Le scrivi? Telefoni? Skype?
A: Sì sì sì, ieri ho chiamato a casa sua, abbiamo parlato e mi manca tanto. Mi piacerebbe che arrivi , che un anno magari per le vacanze venga qua
I: Quando pensi a lei e quando vuoi comunicare con lei, vorresti farlo... cioè, pensi al telefono o pensi a una lettera scritta? Ti viene voglia di raccontarle le cose o di scriverle?
A: No... mi va di parlare... di scriverle le lettere è un po' difficile perché non sono brava prima cosa. Quando scrivo le lettere ho un po' difficile di prendere tutte... tutte cose e dire a lei
I: Organizzarle
A: Sì, e quando parlo con lei è più facile perché magari dico cinque minuti di questo dopo cambio tema, dico di un'altra cosa ma dopo torno a questo che dicevo prima, è un po' disordinato (nota 16) ma si capisce lo stesso.
I: Torniamo a prima, dicevamo.. Sei arrivata qui e non capivi niente. La prima volta che invece sei stata felice perché sei riuscita a dire qualcosa che pensavi a un italiano, nel senso qualcuno appunto che parlava una lingua che non era la tua ma che, che tu devi imparare (nota 17) insomma, gioco forza
A: Magari dopo due settimane di scuola quando... allora magari anche prima perché primo giorno di scuola quando sono andata ho visto tutte le persone davanti la scuola e mi sono sentita così piccola che non sapevo cosa fare. Dopo hanno detto mio nome, (nota 18) sono andata in classe, ho visto (nota 19) la classe, ho visto dopo le mie amiche, ho visto il ragazzo che mi piace, abbiamo cominciato a parlare e.... è stato un po' più facile dopo...
I: A parlare in che lingua? In inglese? In che lingua?
A: No, parlavo in italiano. Magari era un po' difficile di capirmi ma va bene, ma riuscivo di magari piano piano ma riuscivo di spiegarmi
I: Perché tu sei stata un periodo in Italia prima di andare a scuola.
A: Sì, ho fatto due mesi di vacanza
I: Prima di andare a scuola, la prima volta che sei riuscita a dire due, tre, quattro parole in italiano, cioè la prima volta che sei riuscita a fare una frase
A: Non mi ricordo, magari era un'esperienza così grande che non mi ricordo (nota 20)
I: Che cos'è per te la lingua, che cos'è per te l'italiano?
A: Per adesso è tutto perché è una lingua con cui posso comunicare con altri, una lingua con cui parlo, una lingua con cui vivo (nota 21) tutti i giorni perché mi sveglio e sento italiano. Vado a dormire e sento italiano tutto giorno dalla mattina fino alla sera sento italiano allora tutta la vita è questo da cinque mesi.
I: E il polacco?
A: Il polacco è proprio la mia vita, tutta la mia vita, tutti questi 14 anni che ho vissuto in Polonia, le prime parole, prime frasi, primo giorno di scuola (nota 22) dove abbiamo cominciato di parlare, dopo primo giorno di scuola superiore, tutte persone nuove, tutte mie amiche, tutta mia famiglia, tutte feste.
I: Adesso che è cinque mesi che non lo parli, hai scoperto qualcosa del polacco che prima non sapevi? Di amare, di detestare, di...
A: Allora, ho scoperto l'amore un po' diverso (nota 23) , ho scoperto l'amicizia un po' diversa da queste dei miei compagni di scuola perché in Polonia ti... ti fanno.. non lo so come spiegare perché, fanno una barriera tra te e... fa una barriera tra una persona e te... c'è una relazione tra voi ma è un po' difficile di spiegar le cose, magari non vi capite bene, magari qualcuno capisce qualcosa ma in un modo un po' strano. E' questo che mi ha fatto da pensare quando sono venuta in Italia, sono andata a scuola, perché qua si comportano in un modo diverso.
I: Non so se ho capito, nel senso che l'impressione che hai tu è che in Italia sia più facile....
A: Comunicare con altri, spiegare... sì
I: Torniamo proprio al polacco quanto lingua. Adesso che non lo parli più, insomma cinque mesi non è che siano tantissimi, però ci son delle cose che davi per scontate, che erano normali, era così, e invece ti sei accorta che magari erano importanti, ma proprio rispetto alla lingua. Cioè, la lingua, per capirci, la lingua secondo te può essere anche una terra di appartenenza? Cioè tu ti senti più lontana dalla Polonia anche perché non parli polacco o no?
A: Mi sento lontana dalla Polonia perché non parlo polacco e non sono nel mio paese. Ma in Italia non è così male, mi sento bene perché ho trovato amicizia, ho trovato amore, e mi sembra che ho fatto la scelta giusta. In Polonia era un po' difficile. (nota 24)
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