Ad essere sincero, credo che sia difficile spiegare in poche righe cosa sia il rap per i ragazzi di oggi, però, come
si suol dire, tentar non nuoce.
Innanzitutto, il rap non è andare in giro con un pantalone largo e con una bandana in testa e non è tantomeno
una religione, il rap è invece, la capacità di mettere in rima sentimenti, comunicare emozioni tramite una canzone, scrivere un testo meditato e profondo, è poesia di strada insomma.
Per non star li a fare la solita e noiosa cronistoria del rap, vorrei che ci interrogassimo innanzitutto sulle sue origini.
Il rap, nasce a metà degli anni '70 nei quartieri poveri delle metropoli degli stati uniti, dove parole come emarginazione
e ghetto, erano ancora fortemente tangibili, il termine RAP fu coniato dal cantante di colore joe tex, che dava l'impressione di parlare più che cantare i suoi testi.
Così questo linguaggio musicale-popolare influenzò e colpì coloro che vennero dopo, che cercarono di portare avanti
e di sviluppare più approfonditamente il rap.
I primi a far esplodere il fenomeno rap in america furono:afrika bambataa (corpulento rapper che condiva le sue performance non solo con accellerazioni vocali e intonazioni con vocodecoder, ma anche con travestimenti di vario tipo: faraone, indiano apache, sceicco arabo ecc...) dj grandmasterflash (colui che inventò la disciplina dello SCRATCH,ossia graffiare un disco in vinile su giradischi creando nuovi suoni che vadano a tempo con il beat)
sugarhill gang (trio di new york che scalò le classifiche con la canzone "rappers delight" che vendette 8 milioni di copie, tornati recentemente sotto i riflettori con il tormentone estivo"lala song" in collaborazione con bob sinclair).
Senza fare altri nomi, per non dilungarmi, il rap di quegli anni era fatto per far divertire la gente e per essere ballato,
il block party ne è un ottimo esempio, feste di vicinato fatte senza permessi da parte di sindaci, in cui dj's ed mcees (rappers, maestri di cerimonia) intrattenevano il pubblico facendo muovere le loro teste, ma scatenando l'ira degli abitanti intolleranti degli isolati.
A proposito di ballo, non posso fare a meno di menzionare la BREAKDANCE (ballo acrobatico simile a tratti alla capoeira brasiliana, in cui giovani e adolescenti si cimentano facendo muovere tutto il corpo a tempo di musica
hip hop veloce.)
Per non fare confusione tra rap e hip hop, bisogna dire che il rap è la forma vocale della cultura hip hop, composta
da 4 discipline (mciing, scratch, breaking, writing) mentre l'hip hop è un movimento musico-culturale che ha 31 anni
di gloriosa storia alle spalle.
Avvicinandoci agli anni '80 si viene a contatto con un fenomeno che per molti è visto come un espressione artistica, culturale, sociale, ma per altri è visto come "fare scarabocchi e sporcare i muri".
Carissimi, vi sto parlando del WRITING, ossia scrivere il proprio nome su una superficie con una bomboletta spray,
con un rullo, o con un marker (pennarello) evolvendo le lettere fino a farle in formato gigantesco (quello che la gente comune chiama murales in gergo). Da più di 10 anni ascolto questo genere e sono arrivato alla conclusione che
il rap dia molta libertà di esprimersi alla gente, appunto situazioni come l'open mic (microfono aperto )sono le più propizie per farsi valere e farsi notare per un rapper.
Il rap sotto certi aspetti può essere inteso come uno sfogo.
Appunto tutto ciò che una persona magari si tiene dentro a livello di convinzioni e affermazioni sulla realtà, può buttarlo in un testo.
Raramente però la personalità autentica di un rapper e quello che si ricava dall'ascolto di un suo testo coincidono.
Passando agli anni '90, l'america ha sfornato un sacco di artisti validi: 2pac(r.i.p.) moob deep, ice cube, ll cool j,
wu tang clan, snoop dogg e dr dre.
Questi ultimi due, a mio avviso pur essendo bravissimi, hanno inculcato nella mente di molte persone, la convinzione che se si parla di rap, si parla di quanto sia figo fare le sparatorie tra gang, di quanto sia bello andare in giro in limousine con magari affianco un paio di prostitute e con in mano una busta di erba.
Ma si sa, l'america è un mondo apparte rispetto al nostro.
Appunto il contesto rap in italia, si sviluppa a inizio anni '90.
Nasce nei centri sociali con il movimento delle posse, ossia gruppi di rappers di estrema sinistra, con forti ideologie contro il potere dello stato.
Appunto gente come: onda rossa posse, isola posse all stars, 99 posse, piombo a tempo, ak 47, otr, costa nostra, sangue misto ecc testimoniano che il rap è a tutti gli effetti, un genere di protesta con il quale si può combattere il sistema.
Le tematiche che questi gruppi affrontano sono svariate: l'essere contro l'eroina, gli abusi delle forze dell'ordine nelle manifestazioni di piazza, l'ipocrisia di stato e dei governanti, il consumismo della gente, la voglia di unità tra le persone ecc...
A proposito di unità, il concetto di crew nel rap è fondamentale.
La crew è un gruppo di amici che si muovono assieme e che praticano le quattro discipline con convinzione.
Molti dischi rap italiani sono usciti nel corso degli anni, e molti artisti sono riusciti ad ottenere la considerazione che si meritano e gente come: colle der fomento, kaos, club dogo, inoki, turi, jack the smoker, bassi maestro ecc ne sono l'esempio calzante.
Concludendo, sennò faccio un poema epico, il rap è un genere che è riuscito ad abbattere il concetto di razza, sesso, religione, nazione, perchè si è diffuso in tutto il mondo ed ha un linguaggio universale.
Il significato che personalmente gli do io è: il rap è vita, è esultare se faccio bene una strofa, incazzarmi se la sbaglio, essere felice e fiero di me stesso se faccio un testo con un lessico ricercato, allenarmi su un beat fino ad avere la voce rauca.
Avvicinatevi a questo genere, perchè c'è molto da scoprire!!!

testo a cura di:
BLAN1 a.k.a. er gobbo from DWM CREW Lecco

comunità di via gaggio - Lecco - codice fiscale 83008260131 - partita iva 02337960138 credits