Abdou
Sai quanta strada ho fatto per giungere fin qui / Guarda la distanza che c’è tra me e la mia famiglia. / Non so se ieri hanno mangiato. / Tu mi tratti male / Mi consideri come un pezzo di legno in mezzo al campo / Il guadagno del mio lavoro lo metti sul tuo conto in banca / Otto ore, 20 euro, cosa mi resta per la mia vita? / Padrone apri gli occhi e guarda / Soprattutto il cuore. / Italiani o stranieri noi tutti stiamo cercando il lavoro / Sotterriamo le nostre armi / Boss, guarda è un uomo non trattarlo come una cosa / Smetti di sfruttare / Soprattutto gli stranieri / Mi ricordo la nostra storia, ieri erano i nostri nonni, oggi siamo noi domani saranno i nostri fratelli, siamo tutti immigrati / Vale per tutti ... per Cumba, Demba, Fatu, Walla, Sire / In Senegal ci sono americani, francesi, italiani se noi li trattassimo male che cosa sentireste? / L’unico autoctono è Dio, tutti noi siamo immigrati.
Ambra
Non è un progresso, è un regresso. Dimmi come fai dimmi come stai, apri gli occhi! / Hai visto quello che succede? Siamo uguali con pari opportunità non abbiamo un prezzo, / Abbiamo una vita. Elimina la discriminazione e apri le braccia al tuo fratello di colore. / Non dire che non ti interessa, perché non è vero: sfruttati, pagati sotto costo / È la nuova schiavitù di questo nostro mondo.
Kaled
Perché siamo tutti fratelli / oggi c’è ancora una possibilità / nel paese degli altri siamo pazienti, vieni a vedere
solo tu Dio puoi salvarci / ci ha giudicato le ore per cambiare paese / immagina che Dio ti faccia diventare povero come noi / abbiamo lavorato con pena / giorni e notte schiave / abbiamo lavorato gratis nelle coltivazioni / Voi ci prendete in giro da tanti anni / è uno sfruttamento doloroso / lo stipendio è poco poco e noi stiamo solo zitti / oggi siamo uniti tutti perché continuiamo a mantenere la pazienza / abbiamo alzato le mani / non abbiamo nessuna colpa / vogliamo solo quello che è giusto.
Cherif
Vogliamo solo la serenità dei sogni / che ha la vita nelle lacrime che se ne vanno. / Ascolta abbiamo bisogno di tranquillità, relax / in questo territorio qui se sei nell’odio la vita è finita o indefinita / rimani sempre nelle lacrime; / il lavoro è nero, la vita diventa sempre più dura / siamo stufi di stare in questo mondo sempre duro / fra un po’ parleremo di africanizzazione; / è facile quando non hai fame / rinunciate alle possibilità che avete avuto / driscriminazione zero differente di colore / non bianco e nero e la fine dell’Africa, / a Rosarno abbiamo subito tutti la miseria e la fame / fratello, forse, un giorno cambierà
Mauro
Vengo dalla terra di nessuno, dove i più sono schiacciati per la sussistenza di qualcuno / Paradosso oscuro dove chi raccoglie frutti sta a digiuno, se il suo visto è davvero troppo scuro. / Muro contro muro d’una democrazia su carta, che vale per il maschio cristiano d’etnia bianca / Basta. Cadi. Con i calli sulle mani, non mi sento più italiano: solo figlio d’italiani / Meticcio, apolide, senza alcun colore: sono un sans papier nella mia stessa nazione / E se la gente qua s’incazza è solo perché manca, un prospettiva altra da quella solo bianca.
il sole d’africa illumina l’uguaglianza di tutti gli uomini.
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