Intervistatore: Ti chiami?
Sanah: Mi chiamo Sanah, ho 17 anni e sono qua da quasi quattro anni. Quando sono venuta non ho trovato tanta
fatica (nota 1) nel parlare italiano perché in Marocco avevo studiato francese per 5 anni e... il francese e l'italiano si assomigliano un po' e per imparare la lingua a scuola mi hanno fatto imparare con una prof che parlava l'arabo quindi mi spiegava tutto nella mia lingua, e l'ho imparato usando il vocabolario imparavo nuove lingue così... e con gli amici marocchini parlo metà arabo metà l'italiano mentre a casa mia si parla solo l'arabo (nota 2) per non dimenticarlo.
E a scuola se ho qualche difficoltà uso il vocabolario e... così.
I: Sai già tutto quello che dovevo chiederti, hai già fatto l'intervista da sola. Allora... ok. L'unica cosa che m'è sfuggita, allora: Sanah, del Marocco, e da quanti anni sei in Italia?
S: 4 anni, dal 2006
I: E quando sei venuta in Italia i tuoi erano già qui o?
S: Mio papà era qua da 14 anni, poi è arrivato mio fratello da 5 anni è qua, poi noi da 4 anni. Io, mia mamma, una sorella e un fratello.
I: Quindi tu sei rimasta in Marocco (nota 3) negli anni che il papà era già qua. Quando chiamava c'erano alcune parole che usava in italiano?
S: Sì diceva “pronto” e... “ciao”
I: E quando tu lo sentivi?
S: Pronto non l'ho mai sentito in arabo, in Marocco... mentre “ciao” sì, alcune volte ci sono delle persone che venivano dall'Italia e dicevano “ciao” però “pronto”...era una parola strana.
I: Come si dice in Marocco...
S: Pronto? Hello
I: Hello? Come in inglese
S: Sì
I: E quando papà diceva “pronto” tu cosa pensavi.
S: Io boh, dicevo mah, cosa stai dicendo? E lui diceva “hello in italiano”, però mi sembrava strano “pronto”
I: E tuo fratello, è venuto anche lui prima di te
S: Sì
I: E quando chiamava?
S: Eh lui mi parlava in italiano perché faceva il figo (nota 4) e quindi diceva tutto in italiano
I: E quali sono le prime parole che tu dal Marocco hai sentito e ti sono rimaste nell'orecchio o ti hanno colpito? Pronto, ciao, e..?
S: “Pronto”, “ciao”, “come stai” e “mi chiamo”
I: E la parola che ti piaceva di più?
S: ...
I: Nel senso che ne so, tu il giorno dopo andavi a scuola e dicevi ai tuoi compagni “ciao” piuttosto che quando li chiamavi al telefono hai mai chiamato in Marocco dei tuoi amici dicendo “pronto” al telefono?
S: No, mai.
I: Perché ti vergognavi o perché non ti piaceva?
S: Dall'Italia in Marocco?
I: No. Quando tu eri in Marocco e papà aveva questo gioco con voi che parlava l'italiano, tu non hai mai rifatto lo stesso gioco coi tuoi amici in Marocco?
S: No no
I: Perché? Perché non ti piaceva?
S: No, perché poi nessuno mi capiva e allora non l'ho mai fatto.
I: Ok, e poi invece sei venuta in Italia anche tu. Come, nave, aereo?
S: Sono venuta colla macchina. Dal Marocco in Spagna colla nave poi dalla Spagna in Italia colla macchina
I: Per cui hai attraversato la Spagna, la Francia...
S: Sì, tre giorni di viaggio.
I: E quando hai iniziato a sentire lo spagnolo, il francese, cosa pensavi?
S: Mi è successa una cosa mentre eravamo all'autogrill. Mia madre voleva lavarsi il viso ed era vietato lavarsi il viso nel lavandino. Era vietato non so perché... ci parlava in spagnolo e noi non capivamo niente. E poi un'altra parola da noi difficile prima quando si impara italiano “E-I” (difficoltà iniziale) perché noi abbiamo solo “I” e mi capitava di dire “scima” al posto di dire “scema”
I: E quando sei venuta in Italia, le prime cose che hai imparato tu qua, le prime frasi, le prime parole...
S: Le prime cose che ho imparato come si dicono, cioè le cose, la sedia il tavolo, queste cose. Poi ho imparato a coniugare i verbi, poi a rappresentarmi e così via.
I: La prima frase o la prima parola con la quale ti sei sentita orgogliosa di poter comunicare qualcosa?
S: Non ho capito
I: Quando uno arriva in un altro paese e non conosce la lingua penso si senta spaesato, dice “aiuto adesso qui come faccio”, e quando sei riuscita a dire a qualcuno che volevi quella sedia lì o quel libro lì, quella forchetta lì, ti ricordi?
La prima volta che hai detto “yeah!, adesso ce l'ho fatta”
S: No, non mi ricordo.
I: La prima frase che hai imparato, che sei riuscita a fare intera?
S: Mi chiamo Sanah, sono qua da tre giorni e voglio fare amicizia con tutti.
I: Questo a scuola, di fronte a tutti?
S: Sì, di fronte alla classe
E: E quando invece sei riuscita per la prima volta a parlare con un tuo compagno, un tuo amico, una tua amica
S: Comunque ogni volta che parlavo anche se sbagliavo mi dicevano “brava, brava” quindi non ho... non so ancora
se avevo detto delle cose sbagliate o delle cose giuste perché sempre mi davano dei complimenti
I: Chi ti ha aiutato di più a imparare l'italiano?
S: Una prof che si chiama Elena e parlava anche l'arabo (nota 5). Avevo 4 prof che mi aiutavano.
I: E gli amici? Sono venuti dopo o...?
S: No, nello stesso tempo. Mi hanno aiutato tanto.
I: La parola che ti manca di più oggi ripensando al Marocco, le parole che ti mancano di più, quelle che ti piaceva tantissimo ascoltare, cantare, sentirti dire dalla mamma, dalla nonna
S: In arabo?
I: Sì
S: “Mia figlia”
I: Come si dice in arabo
S: “xxx”... e poi “mi manchi” “xxx”, e parlare in arabo in modo corretto. Cioè qua quando parlo in arabo colle mie amiche uso delle parole in italiano perché sono abituata. Per esempio “xxx” e così altre, uso delle parole in italiano
e trovo difficoltà ad usarle in arabo e quando parlo colle mia amiche in Marocco uso delle parole senza...
senza pensare le uso in italiano e mi chiedono sempre: cosa hai detto, cosa hai detto?
I: Per cui è come se stessi fra due lingue adesso
S: Sì
I: E questa cosa ti piace o ti fa più fatica?
S: No, mi piace perché riesco ad esprimermi di più, (nota 6) coll' italiano e l'arabo
I: Una cosa che invece ti piace di più in italiano che in arabo; una parola che proprio come suono... tu che musica ascolti?
S: Quella egiziana
I: Cantata in arabo
S: Sì
I: Secondo te è più musicale l'egiziano... l'arabo o l'italiano?
S: Boh! l'egiziano perché sono abituata ad ascoltarlo
I: Ma quando ascolti queste canzoni cosa passa nella tua testa?
S: Il ritmo, di più il ritmo mi piace; mentre in quelle italiane le parole che hanno un significato
I: Perché in quelle egiziane, non c'è un significato nel testo?
S: Sì c'è però boh... nell'arabo capisco tutto però nell'italiano cerco di capire la singola parola che significato ha
I: Ci lavori di più su?
S: Sì
I: Quando sogni, sogni in arabo o in italiano? (nota 7)
S: In arabo, perché sono abituata a parlare di più in arabo. L'italiano lo uso solo a scuola con gli amici e basta.
A casa... che sto di più a casa quindi uso di più l'arabo.
I: Quando devi parlare coi tuoi dicevi che usi l'arabo?
S: Sì l'arabo. Con mio fratello quello piccolo uso l'italiano
I: Usi l'arabo con i tuoi per non perdere la lingua o perché ti senti più a casa?
S: No perché poi mia mamma non sa ancora l'italiano quindi parlo in arabo e poi per non dimenticare l'arabo.
Perché ho degli amici che non sanno parlare in arabo e devo parlare in italiano perché così mi capiscono
I: Con tuo fratellino invece che penso capisca sia l'arabo che l'italiano, quando gli dici delle parole in arabo e quando delle parole in italiano? Ad esempio se sei arrabbiata (nota 8) con lui che lingua usi?
S: L'arabo (risate)
I: Per dirgli che è stato molto bravo?
S: L'italiano
I: E... non lo so prova a raccontare tu, quando appunto ti viene da usare di più l'arabo e quando l'italiano.
S: Uso l'italiano di più quando gli spiego un compito perché quando va a scuola non deve spiegare in arabo, deve spiegare in italiano. O quando... di più uso l'italiano però quando sono arrabbiata o quando parliamo così delle cose normali parlo in arabo.
I: A scuola i tuoi compagni ti chiedono mai di parlare in arabo?
S: Sì... di più mi chiedono di scrivere il loro nome in arabo
I: Questa cosa ti fa piacere?
S: Sì sì, così faccio capire la mia lingua a tutti (nota 9)
I: E la cosa che ti fa più arrabbiare invece di quello che senti o hai sentito quando la gente parla degli arabi, del mondo arabo?
S: Di più quando bestemmiano e quando dicono che i musulmani sono dei terroristi così...
I: Posso chiederti, tu sei musulmana?
S: Sì
I: Quando preghi, preghi in arabo, mai in italiano?
S: No! Non si può. (nota 10)
I: Perché l'arabo è la lingua sacra
S: Sì
I: Ma anche, cioè al di là della preghiera ufficiale quando ci sono dei momenti non lo so quando tu pensi...
sempre in arabo?
S: Sì, sempre in arabo
I: Anche al di fuori delle preghiere ufficiali standard
S: Sì in arabo però nel mio diario segreto scrivo in italiano così posso migliorare il mio italiano
I: Lo fai solo perché sia utile?
S: Per migliorare l'italiano e se scrivo in arabo noi.. noi a casa parliamo dialetto mentre se voglio scrivere una cosa
per farla capire agli altri la devo scrivere in arabo classico. (nota 11)
E scrivere in arabo classico è più difficile allora meglio scriverla in italiano.
I: E poi non c'è il rischio che mamma lo legga.
(risate)
I: Andiamo sulle battute sull'umorismo. Secondo te nella lingua, per come si strutturano le frasi eccetera, c'è più umorismo nella lingua araba o in quella italiana? Puoi giocare di più colle parole colla lingua araba o colla lingua italiana?
S: Di più colla lingua italiana (nota 12) perché ci sono alcune parole se togli l'ultima lettera diventano altre parole
mentre in arabo no, uno per cento capita. Ci sono delle parole che si assomigliano.
I: Per te imparare l'italiano è stata una fatica o è stata una festa?
S: No non è stato troppo faticoso perché... cioè come ho detto in Marocco avevo studiato un po' di francese allora... e mi ha aiutato mio papà e quindi l'ho trovato un po'... cioè era faticoso però dopo tre mesi, due mesi sono riuscita a parlarlo.
I: Adesso che scuola fai?
S: “xxx” secondo anno.
I: E quando devi studiare storia, quando ci sono alcuni argomenti che hanno dei termini specifici, delle parole...
S: Uso il dizionario quello italiano non uso più quello arabo perché se la prof mi chiede di spiegare la frase o la parola che non ho capito la devo spiegare in italiano allora preferisco usare quello in italiano
I: Ma riesci a organizzarti e capire...
S: Sì se non la capisco, se non capisco qualcosa nella mia lingua la studio a memoria. Per me l'importante è avere
un bel voto (risate)
I: Grazie Sanah
S: Prego
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